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Veria
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mwfqVeria o mwfgVeroia (mwfwin greco Βέροιαmwga?), anticamente mwgqBerea, è un mwggcomune della Grecia situato nella periferia della mwgwMacedonia Centrale (mwhaunità periferica di mwhqEmazia) con 66.547 abitanti secondo i dati del censimento mwhg2011cite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1].

A seguito della riforma amministrativa detta mwjaProgramma Callicrate in vigore dal gennaio mwjq2011cite-ref-2[2] che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è ora di 791,4mwkg km² e la popolazione è passata da 48.306 a 66.547 abitanti (censimento 2011).

È situata ai piedi del monte Vermio.

Contents

Storia
Sport
Calcio
Note

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Storia

Veria sorge nella regione storica della Macedonia meridionale che era detta anticamente mwmaBottia. In questa zona sono stati identificati alcuni insediamenti di epoca mwmqneolitica. Le origini di Veria (Berea) sono incerte. I primi abitanti, probabilmente appartenenti a tribù frigie, furono cacciati dai Macedoni intorno al mwmgVII secolo a.C. La città situata alle falde del Monte Vermion si trova a 65mwmw km a sud-ovest di mwnaTessalonica a circa 40mwnq km dal mwngmar Egeo. L'mwnwOlimpo, il monte che nella mitologia era la sede del pantheon ellenico, si trova a sud. La prima menzione della città si ha in un passaggio dello storico greco mwoaTucididecite-ref-3[3], che riferisce di un fallito tentativo di assedio da parte degli mwpqAteniesi nel mwpg432 a.C.

La città ricevette probabilmente un impianto mwqaurbanistico regolare di tipo mwqqippodameo durante il regno di mwqgCassandro e dovette svilupparsi ulteriormente sotto gli mwqwAntigonidi. Nel mwra288 a.C. fu assediata e riconquistata da mwrqDemetrio Poliorcete dopo essere stata presa da mwrgPirro. In epoca mwrwellenistica la città era governata da magistrati chiamati "politarchi", e gli abitanti erano suddivisi in "tribù".

Dopo la mwsqbattaglia di Pidna del mwsg168 a.C. e la sconfitta dell'ultimo sovrano macedone mwswPerseo, il mwtaregno di Macedonia fu conquistato dai mwtqRomani e la città appartenne dal mwtg148 a.C. alla mwtwprovincia di mwuaMacedonia. Subì la presenza delle armate di mwuqPompeo subito prima della mwugbattaglia di Farsalo del mwuw48 a.C. e intorno all'anno mwva50 fu visitata da mwvqsan Paolo e mwvgSila nel suo secondo viaggio missionario (mwvwAt17,10cite-ref-4[4]). A Berea l'apostolo Paolo trovò un folto gruppo di giudei tanto che, dopo la sua predicazione nella mwxasinagoga mwxqebraica presente in città, molti divennero credenti insieme a persone di nazionalità greca (mwxgAt17,12cite-ref-5[5]).

Veria fu a capo del mwzakoinon (associazione provinciale) di Macedonia, ospitandone il mwzqsinedrio, organizzava giochi e celebrazioni in onore degli imperatori con competizioni sportive o letterarie ed era sede del mwzgculto imperiale. Nel mwzw56 ottenne il titolo onorifico di "metropoli".

Nel mwaqIII secolo al culto imperiale del mwagkoinon macedone fu collegato il culto di mwawAlessandro Magno. I premi per i vincitori dei giochi erano costituiti da medaglioni d'oro con raffigurati episodi della vita di Alessandro. Con la riforma mwbadioclezianea, la città appartenne alla provincia di Macedonia nella mwbqdiocesi di mwbgMesia. Nel mwbw473 fu forse brevemente occupata dagli mwcaOstrogoti.

In epoca mwcgbizantina, con la riforma mwcwgiustinianea appartenne alla provincia di "Macedonia prima". Subì le incursioni degli mwdaAvari (mwdq531), degli mwdgArabi (mwdw904) e dei mweaBulgari (mweq985, mweg1040-mwew1041) e i danni dei mwfaterremoti negli anni mwfq896, mwfg904 e mwfw985.

Nel mwgq1204, con la caduta dell'impero bizantino a seguito della mwggquarta crociata, fu in possesso di mwgwBonifacio I del Monferrato, signore del mwhaRegno di Tessalonica e vi venne insediato un vescovo. Passò quindi nel mwhq1220-mwhg1224 sotto la giurisdizione di mwhwTeodoro Comneno, mwiadespota dell'Epiro, quindi di mwiqGiovanni III Vatatzes, nell'mwigimpero di Nicea, ancora nel despotato d'Epiro con mwiwMichele II Comneno nel mwja1257. Infine tornò al restaurato impero bizantino dal mwjq1261, sotto l'imperatore mwjgMichele VIII Paleologo.

Fu in seguito coinvolta nelle lotte fra gli imperatori mwkaAndronico II e mwkqAndronico III negli anni mwkg1321-mwkw1328. Caduta in possesso del re di mwlaSerbia mwlqStefano Dušan (mwlg1331-mwlw1355), ne furono rafforzate le fortificazioni. La chiesa episcopale cittadina divenne sede mwmametropolitana e molte chiese furono costruite all'interno delle mura. La città fu sede in quest'epoca di attività di mwmqtintura delle stoffe e della lavorazione del mwmgmarmo e del mwmwbronzo. Vi risiedevano numerosi mercanti mwnaebrei, che gestivano i contatti commerciali con mwnqTessalonica e con mwngCostantinopoli. La popolazione si suddivideva tra aristocratici, popolo e clero.

Nel mwoa1391 la città venne annessa all'mwoqImpero ottomano. Dopo la sconfitta nella mwogbattaglia di Ankara del mwow1402, venne ripresa dai Turchi nel mwpa1448. Le chiese vennero abbandonate o convertite in mwpqmoschee e la località riprese il suo sviluppo come centro commerciale e manifatturiero. Ospitò una delle prime scuole greche in Macedonia.

Nel mwpwXIX secolo la città era suddivisa in dodici quartieri. Nel mwqa1912 si riunificò con la mwqqGrecia.

Monumenti e luoghi d'interesse

Si conservano tratti della cinta muraria di epoca mwraellenistica, in mwrqopera quadrata. In alcuni punti sono presenti successivi interventi del mwrgIII secolo, eseguiti frettolosamente e riutilizzando come blocchi stele e altari funerari dei periodi precedenti. Altri interventi furono effettuati in epoca bizantina e turca.

Secondo la tradizione nella città bizantina erano presenti 72 chiese, alcune delle quali probabilmente mwsacappelle votive private. La chiesa più antica è l'antica mwsqcattedrale, dedicata ai santi apostoli Pietro e Paolo, ricostruita nel mwsgXII secolo a tre mwswnavate, separate da colonne sorreggenti arcate. Conserva nell'mwtaabside affreschi coevi con i mwtqPadri della Chiesa e altri del mwtgXIV secolo sugli intradossi delle arcate tra le navate. Durante il periodo mwtwottomano fu trasformata nella mwuamoschea di mwuqHounkiar Camii. Subì in seguito altre trasformazioni con la demolizione della navata meridionale.

Il mwuwmuseo archeologico ospita i reperti del sito neolitico di Nea Nikomedia e dei tumuli della necropoli di mwvaVergina dell'mwvqetà del ferro, sculture e ritratti provenienti dal territorio e l'mwvgiscrizione greca nota come "legge del ginnasio", che riporta le regole per la conduzione del mwvwginnasio mwwaellenistico.

Altre chiese

• San Giovanni Teologo, degli inizi del XIII secolo;
• San Blasios, a navata unica, del XIII secolo;
• Chiesa della Resurrezione del Signore, con affreschi del pittore Georgios Kalliergis, datati al mwxw1315 da un'iscrizione;
• Santi Quirico e Giuditta, con affreschi, del XIII secolo, probabile fondazione del vescovo Macario
• Basilica di San Giorgio, con affreschi del XVI secolo

Sport

Calcio

La squadra principale della città è il mwzqVeroia.

Amministrazione

Gemellaggi

• mw0wStrovolos
• mw1gKazanlak
• mw2qRognac
• mw3wMassafra

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw6aCensimento 2011 in Grecia
cite-note-22. mw7amw7qmw7gProgramma Callicrate (mw7wmw8aPDF), su mw8qkedke.gr. mw8gURL consultato il 2 marzo 2011 mw8w(archiviato dall'mw9aurl originale il 27 aprile 2017).
cite-note-33. mw-aTucidide, mw-qStorie, I, 61,4.
cite-note-44. mw-qmw-gmw-wAt17,10, su mwaqaLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-55. mwaqqmwaqumwaqyAt17,12, su mwaqcLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.

Bibliografia

• Ioannis Touratsoglou, mwaqsMacedonia. History, Monuments, Museums, Atene 1995, pp.mwaqw 161–186.

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Veria

Collegamenti esterni

• mware(EN) Antica Veroia, su macedonian-heritage.gr.